Si continua da qui.

Le equazioni della relatività generale erano tanto precise che potevano prevedere se l’universo era statico, si stava espandendo o se sarebbe collassato su se stesso. ‘Stranamente’ i risultati dicevano che l’universo si stava espandendo. Tuttavia Einstein era sicuro che l’universo fosse statico e immutabile: per questo aggiunse alle equazioni la costante cosmologica, un valore extra che dava come risultato delle ‘nuove’ equazioni un universo come Einstein lo voleva. Pochi anni dopo, un certo Hubble scoprì invece che l’universo era effettivamente in espansione. Einstein fu costretto a ripristinare le vecchie equazioni e definì la costante cosmologica come uno dei più grandi errori della sua vita.


Intanto, altre osservazioni, dimostravano come alcune galassie mostrassero comportamenti strani: non c’era modo di spiegarli, se non aggiungendo materia alle galassie. Mettendo materia in più, i calcoli e le misurazioni sperimentali davano gli stessi risultati. Questa materia spiegherebbe alcuni movimenti delle galassie e dei pianeti, grazie al suo influsso gravitazionale, che altrimenti non sarebbero spiegabili. Ma lì la materia non c’era: si è ipotizzata dunque la materia oscura, materia che non emette luce, ma che mostra i suoi effetti gravitazionali. Non possiamo rilevarla, ma c’è. Abbiamo immagini di lenti gravitazionali in assenza di materia visibile. Questa materia formerebbe un quarto dell’energia dell’universo(23%), contro il 3,6% della materia comune che tutti conosciamo. Tuttavia non siamo ancora riusciti a trovare particelle di materia oscura: potrebbero essere i partner supersimmetrici¹ delle particelle note, o altre particelle ancora. Ma se la materia costituisce il 30% dell’universo, il resto da dove viene??

Facciamo un passo indietro. Torniamo all’espansione dell’universo.

Ebbene, Hubble dimostrò che l’universo si stava espandendo. Questo grazie al redishift. In pratica, se un oggetto si sta allontanando, noi lo vediamo rosso, viceversa se si sta avvicinando a noi lo vediamo blu(effetto doppler). Le galassie apparivano effettivamente ‘arrossate’. La scoperta dell’universo in espansione darà impulso alla teoria del Big Bang, che poteva spiegare il fatto dell’allontanamento dei corpi celesti fra di loro. Infatti se non fosse così, la gravità fra i vari corpi dovrebbe farli avvicinare sempre di più. Si pensò quindi che questi corpi si stessero allontanando sempre più lentamente, per poi un giorni iniziare ad avvicinarsi, fino a tornare al Big Bang, per colpa dell’attrazione gravitazionale. Ma non era così. Anzi, altre osservazioni dimostravano che la velocità con la quale le galassie si stavano allontanando aumentava. In pratica, l’espansione dell’universo era in accelerazione. Considerando però la presenza della materia oscura, questo fatto era inspiegabile. La gravità dovrebbe rallentare questo allontanamento. Così fu supposta l’energia oscura. Questa energia è l’energia che continua a ‘spingere’ le galassie sempre più lontano. Compone il 74% dell’universo. Effettivamente così tutto quadra, ma non abbiamo nessuna prova dell’esistenza di tale energia. Se esistesse, l’universo sarebbe condannato ad una morta fredda, ovvero i corpi si allontanerebbero tanto da non aver modo di comunicare, e ogni sorta di azione, compiuta da vita e non, diventerebbe impossibile.

Ai giorni nostri, la costante cosmologica è stata però ripristinata per spiegare proprio l’espansione in accelerazione.(con valore diverso da quello di Einstein). Si potrebbe dire che Albert anche quando sbagliava aveva ragione. O.O

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¹In futuro vedremo meglio: in pratica, ad oggi si suppone che la natura sia perfettamente simmetrica. Quindi ogni particella deve averne un’altra corrispondente. Queste particelle avrebbero molta massa, e potrebbero comporre la materia oscura.

²Ma non è troppo corto questo articolo? In realtà tutti gli ultimi.. boh..  :stordita:

 

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